...l'ermo colle...

30/04/2008

Occhio alla vetta
E' una cosa in cui io, pur adorando le montagne in ogni loro forma, proprio non riesco, e ce ne soffro, eccome se ce ne soffro... Volete mettere la soddisfazione di mirare l'arco di monti che chiudono il panorama, ed essere in grado di elencarli uno a uno, muovendo leggermente il dito che li indica?

C'è chi invece questa abilità ce l'ha innata, ed è a loro che è dedicato questo post, un po' galleria fotografica, un po' occasione per mettere alla prova le proprie capacità orognomiche (ehm...).

Questi sono solo piccoli assaggi di quello che potevo ammirarare da un posto finestrino di un volo Brussels Airlines del 7 Aprile... provate ad aprirle, che le note di Flickr sono fatte apposte per vedere chi riesce a riconoscerle anche da questo punto di vista a volo d'uccello...


Altitude Altitude /2 Altitude /3
Altitude /4 Altitude /5 Altitude /6

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12/04/2008

Mutatis mutandis
il voto utile sta alle elezioni politiche come gli alberelli di link stanno alla classifica di BlogBabel.

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30/03/2008

Don DeLillo - L'uomo che cade
(su IBS - su aNobii)

Ho corso un bel rischio a prendere tra le mani un altro romanzo subito dopo aver finito la lettura di "La strada di Swann": un confronto diretto di tale portata poteva essere impietoso per chiunque.
Ma troppa era la voglia di leggere questa nuova opera di Don DeLillo, probabilmente sul podio dei miei autori favoriti in assoluto. Sono stato premiato; ho ritrovato la sua scrittura, apparentemente essenziale e distaccata ma incredibilmente efficace, i suoi dialoghi irrealisticamente verosimili, il suo passare con maestria e senza difficoltà dal micro al macro.
Anche il complicato compito di affrontare e sopravvivere al difficilissimo tema dell'11 Settembre, che avrebbe atterrito e portato alla rinuncia o alla disfatta qualsiasi scrittore con appena meno talento di lui, è superato di slancio e ha anzi portato alla creazione di pagine sensazionali -forse non esagera troppo il New Statesman che in quarta di copertina esorta i lettori a  "ricordarsi di respirare"-; solo i brevi capitoli visti dalla parte dei terroristi mi hanno un po' dato l'impressione di essere stati "tirati via", messi quasi per forza ma senza convinzione, e finiscono quindi per diventare estranei al resto del romanzo, e probabilmente non così necessari.
Questo "L'uomo che cade" non può però ambire allo stesso sensazionale livello di Underworld, capolavoro insuperato e probabilmente insuperabile di DDL: la mano è la stessa, ma se in Underworld si poteva intravedere nelle pagine quello che sarebbe accaduto vent'anni dopo essere state scritte e si assisteva a una straordinaria proiezione verso il futuro, ora a essere raccontato è ciò che è già accaduto, la realtà, realtà che con l'11 Settembre è riuscita a raggiungere, probabilmente a superare, qualsiasi fantasia e finzione lettararia.
Ed è lo stesso scrittore che se ne accorge, che si rende conto di quanto il suo punto di vista sia stato costretto a cambiare, non più a prevedere, ma a inseguire, quando alla domanda «Cosa ci riserva il futuro?», fa rispondere a uno dei personaggi: «Non ci riserva niente. Non c’è. Il futuro era questo. Otto anni fa misero una bomba in una delle torri. Allora nessuno ci disse che cosa ci avrebbe riservato il futuro. Il futuro c’è appena stato. Il momento in cui bisogna aver paura è quando non c’è motivo di averne. Ora è troppo tardi

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libri, biblio, , delillo, dondelillo

Flash geek post
Sto provando Firefox 3 Beta 4, tutto ok molto e molto figo, a parte che la pagina di Edit di Splinder non funziona...

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firefox

Scoprisi socialisti...
O almeno così pare in base ai risultati dell'"autosondaggio" Openpolis.
(anche se guardando in giro noto che un po' troppi grafici sono simili al mio, e quindi, parafrasando Gaspar, viene da dire che
o sono sbagliati i socialisti, o sono sbagliati i blogger, o è il sondaggio che ha qualcosa che non va...)


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29/03/2008

Atti di ostilità di nemici (che la guerra sia dichiarata o meno)

Quando si dice prendere in considerazione tutte le possibilità...
Dall'assicurazione di viaggio proposta da EasyJet al momento della prenotazione di un volo:

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assicurazione, easy jet

25/03/2008

You shall now our velocity

You shall know our velocity
(l'intero set è su Flickr)

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sci , freeride, chamonix, aleroots

09/03/2008

Marcel Proust - La strada di Swann
(su IBS - su aNobii)

Non è che il primo tassello di un'opera molto più ampia [*], ma tutta la grandezza è già evidentissima fin da questo primo volume, e anche basandosi solo su queste prime 500 pagine non mi stupisce la straordinaria fama che La Recherche ha accumulato nel suo neanche un secolo di vita.
E' indubbio che io non abbia competenze e cultura tali da valutare letterariamente quest'opera, ma questo non mi ha impedito di apprezzarla in una misura davvero grande. Non sono i fatti i protagonisti del racconto -e questa all'epoca fu la rivoluzione nella letteratura- ma le sensazioni; le sensazioni che il narratore, qua bambino, riesce a riportare con vivida oggettività, mettendo a fuoco singoli momenti e sentimenti, senz'altro giudizio se non quello dell'influsso del mondo sul suo animo oltremodo sensibile.
Mai mi era capitato, tra tutti i libri che mi sia capitato di leggere, di trovarmi così frequentemente a terminare una pagina, e a pensare che sì, quella è letteratura, e segnarla perché certo di tornare a rileggerla.
E ora non vedo l'ora di proseguire, agogno "All'ombra delle fanciulle in fiore", ma fissato fin dal momento in cui qualche anno fa ho comprato "La strada di Swann" nell'edizione Einaudi a proseguire con la stessa edizione (benché sappia che in realtà anche la traduzione, qua di Natalia Ginzburg, è diversa), mi trovo in difficoltà perché gli altri volumi della Recherche appaiono in questa edizione fuori catalogo; mi concedo 30 giorni di ricerca tra libri usati, remainder, ebay, maremagnum e simili, dopodiché mi farò forza e salterò in corsa su un'altra edizione...

 
[*] A questo proposito è interessante vedere come l'opera è cresciuta fino alle dimensioni definitive principalmente grazie alle difficoltà che ebbe Proust a trovare un'editore per il suo romanzo

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libri, biblio, proust

Shared items reloaded
In un post geek di inizio anno mi esaltavo per la possibilità di condividere automaticamente con i contatti presenti nel proprio Google Account, i post  letti e piaciuti in Google Reader (i cosiddetti "shared items").
Ora, grazie al Filosofo Austro-Ungarico che già sfoggiava sul suo blog la novità, ho scoperto che si può fare ancora meglio: rendere i post condivisi visibili a tutti attraverso un box aggiornato automaticamente. Li trovate qua nella colonna a destra, buona lettura!

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geek, google reader

01/03/2008

Alla ricerca
Ventinove anni e un mese: ora mi sembra di essere abbastanza grande per aprire la mia prima pagina di Proust.

Aggiornamento: il "concepimento" della Recherche in una forma assimilabile a quella definitiva, avvenne esattamente 100 anni fa. Per cui credo che anche lei ora sia abbastanza grande per essere aperta da me...

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libri, biblio, proust

29/02/2008

Philip Roth - Inganno
(su IBS - su aNobii)

Un Roth decisamente diverso da quello a cui siamo abituati, con i suoi complessi e strutturati romanzi che scavano e percorrono intere storie familiari.
Questo libro è interamente costituito da dialoghi, dialoghi "adulterini", a cavallo tra la realtà (della finzione) e la finzione (nella finzione), tra un lui, Philip, scrittore newyorkese ebreo temporaneamente in esilio a Londra -e che si rivelerà alla fine del libro non essere altro che un alter ego creato dal romanziere Nathan Zuckerman, celeberrimo alter ego storico dello stesso Roth-, e una lei, giovane inglese già schiacciata da un matrimonio vuoto e inutile a poco più di trent'anni.
Sono dialoghi intimi, colti voyeuristicamente, quasi verbalizzati, prima e dopo gli intercorsi sessuali dei due amanti; gli argomenti spaziano: la storia, l'amore, il sesso, gli ebrei, gli inglesi, la vita e la morte, ma l'acutezza e la sottile ironia attraversano ogni pagina e ogni battuta.
E' quando le 150 pagine sono quasi finite, che si inizia a realizzare che si ha di fronte un altro colpo del maestro, che ancora una volta è riuscito, attraverso le vite che filtrano dalle parole dei due amanti, a scrivere di ciò a cui tiene più di tutto: “Sì. Questa è la vita: sempre una forma leggermente distorta di letteratura.”

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libri, biblio, inganno, roth

26/02/2008

Rick Moody - The James Dean Garage Band
(su IBS - su aNobii)

Non lo consiglierei a tutti, non per particolare "elitismo" (o etilismo?) letterario, ma perché effettivamente la scrittura di Moody può risultare indigesta a molti. Deve piacere lo stile, un po' minimalista e involuto, tipico della letteratura postmoderna americana, e che vede in David Foster Wallace il suo rappresentante più geniale; è necessario anche avere una certa propensione alla elasticità mentale, per riuscire a saltare tra i mondi distanti e completamente diversi che animano i diversi racconti di questa raccolta.
Ma superate queste doverose premesse, non si possono che godere i 9 racconti raccolti dalla Minimum Fax. Come scrivevo sopra ciascuno dei racconti vive in un mondo totalmente separato dagli altri, per stile espositivo, personaggi, ambientazione; eppure c'è qualcosa che li tiene legati e costituisce un comune denominatore, qualcosa di malinconicamente disperato, qualcosa legato alla solitudine e a una sorta di amarezza e di inevitabile insoddisfazione congenite nella vita.
E' un po' come leggere Barth, Yates, Purdy, Carver (cito tra gli autori del secondo Novecento americano meritoriamente ripubblicati in questi anni da Minimum Fax) trasportati un paio di decenni più avanti, e, se possibile, ancora più consapevolmente disillusi.
Perché se James Dean incita a conquistarsi la propria via, "Se la vita che fai non è quella che sognavi, scappa", il messaggio non scritto ma luminoso tra le righe di Moody è ancora più incisivo: nessuno comunque scapperà, e se anche lo facesse (proprio come James Dean stesso nel racconto che dà il titolo alla raccolta), comunque non cambierebbe nulla.

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libri, biblio, moody

24/02/2008

Qualcuno spenga Giovanni Allevi
Se vi state chiedendo perché dopo l'infatuazione iniziale (quando *ovviamente* non lo conosceva nessun altro), ora -dopo che per mesi avete provato ad ascoltare i suoi brani senza riuscire a farvi rimanere dentro nulla- ogni volta che vedete la foto di Giovanni Allevi sua qualche rivista, o sentite il suo nome alla radio associato ad annedotti più o meno divertenti e mitizzanti, l'orticaria comincia a caratterizzare la vostra epidermide, ecco, probabilmente Betty Moore ha scritto la vostra risposta. (e se non vi sentite abbastanza sfogati, ecco Matteo Bordone che rincara la dose).

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musica, allevi, giovanniallevi

I Top Libri Italiani di aNobii
A circa sette mesi di distanza dalla prima rilevazione, supportato anche da un sistema (i server di aNobii) diventato decisamente più reattivo e fruibile, riporto quelli che sono i più popolari libri italiani tra gli utenti di aNobii, inserendo tra parentesi il numero di persone che lo tengono nella propria libreria.
Tre osservazioni lampo:
1) rispetto alla prima puntata, tra i 9 rimangono preponderanti i soliti prevedibili classici superpopolari, compaiono però anche alcuni campioni delle vendite di questi mesi (Gomorra, Harry Potter...); non mi spiego cosa ci faccia Novecento lì in mezzo, mentre il Codice Da Vinci scivola al 27° posto (anche se risulta comunque presente in 3916 librerie)
2) aNobii continua a diffondersi vertiginosamente tra gli italiani, sarebbe interesante sapere quante copie si sono vendute, per esempio, dell'ultimo Harry Potter, per stimare poi qual è la percentuale degli aNobiiani tra il totale degli acquirenti
3) come nella prima puntata, i conti continuano a non tornare, nel senso che la classifica non rispecchia il numero di librerie in cui i libri sono presenti; probabilmente sulla classifica hanno un impatto delle stelline (il voto) date dai lettori, anche se l'algoritmo rimane alquanto misterioso...

1. Herman Hesse - Siddharta (4048)
2. Alessandro Baricco - Novecento (2817)
3. Antoine de Saint-Exupéry - Il piccolo principe (4496)
4. Richard Bach - Il gabbiano Jonathan Livingston (2272)
5. Isabel Allende - La casa degli spiriti (2460)
6. Daniel Pennac - Il paradiso degli orchi (2480)
7. Roberto Saviano - Gomorra (2026)
8. J.D. Salinger - Il giovane Holden (3261)
9. J.K. Rowling - Harry Potter e il principe mezzosangue (2101)

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libri, biblio, anobii

17/02/2008

Google Books
Ho scoperto l'esistenza di Google Books (Google Ricerca Libri nella versione italiana) grazie a
akatalēpsía, in cui cliccando sul link "La mia Biblioteca" mi sono accorto con un po' di stupore che non portava al solito aNobii, ma alla biblioteca personale di Clelia Mazzini proprio su Google Books.
Rispetto ad aNobii, appare molto meno organico e social, e a un rapidissimo primo sguardo i dati completi ci sono solo per libri in inglese o di case editrici specializzate in testi accademici; Google Books ha però una fantasica funzione (e che non richiede nessuna iscrizione per essere sfruttata): per i libri presenti nel database è possibile sfogliare le pagine del libro, tutte o in parte a seconda dei casi, e leggerne la versione scannerizzata direttamente sullo schermo.
Inevitabile che ora anch'io abbia la mia Biblioteca Personale su Google Books, crearla è semplicissimo, l'intera operazione di importare i dati esportati in csv dalla biblioteca di aNobii ha richiesto pochi minuti.

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libri, anobii, bioblio, google books

Oltre al danno, la beffa

Come scritto sotto, a causa di un furto ho perso tutta la mia musica archiviata sul pc; fortunatamente buona parte, o perlomeno la parte preferita e che ascoltavo più di frequente, era anche sull' iPod.
Con iTunes, per motivi immagino di protezione dei copyright, non è possibile copiare files dall'iPod a un PC diverso da quello originario, però grazie a EphPod ho potuto in un paio di clic ritrovare tutte gli mp3 ben organizzati nel mio nuovo computer, e risincronizzare gli iPod con iTunes così da riprenderne il controllo.

Una parte delle canzoni però non è stato possibile trasferirle, e sono destinate a rimanere agli arresti domiciliari sul disco fisso: quelle legalmente acquistate nell' iTunes Store.

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ipod, itunes, drm

16/02/2008

Come correre con gli scarponi da sci, o guidare con le gomme sgonfie

Scrivevo qualche post sotto dei miei grossi problemi con la tastiera del mio Dell Inspiron, che mi rendeva ormai possibile il suo utilizzo senza una tastiera esterna, accessorio presente sulla mia scrivania in ufficio, ma evidentemente un po' scomodo da portarsi in giro insieme al portatile...
Qualcuno mi deve avere sentito, e ora il problema è finalmente risolto, anche se in maniera *forse* un po' troppo radicale: l'altra notte qualcuno è entrano negli uffici in cui lavoro, portandosi via una quindicina di portatili raccattati in giro sulle scrivanie; così, consolandomi con le sole 3 settimane passate dall'ultimo backup dei miei dati e della mia posta lavorativa, e maledicendomi per l'assenza di backup di giga e giga di foto e musica (ma meno male che ci sono rispettivamente Flickr ed eMule...), ora mi ritrovo un nuovo laptop (per la cronaca, un Acer TravelMate 5520) e una tastiera perfettamente funzionante... ah i piccoli piaceri della vita geek..

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14/02/2008

Virginia Woolf - Diario di una scrittrice
(su IBS - su aNobii)

Ciò che mi ha spinto ad andare finalmente a prelevare questo libro dalla pigna dei "to be read" in cui lambiva da troppo tempo, è stata la lettura del romanzo "Le ore", di Michel Cunningham, ed è un altro motivo da aggiungere alla lista delle cose belle di questo libro.

Una importante premessa informativa: quelli pubblicati da Minimum Fax non sono i diari completi di Virginia Woolf, ma un estratto degli stessi, costruito dal marito Leonard selezionando le pagine e gli scritti più strettamente legati al suo essere scrittrice.
Per cui ritroviamo il racconto di prima mano della creazione dei suo libri, e possiamo godere del privilegio di seguirli per tutta la loro genesi: la prima idea che si accende nella mente di Virginia, il faticoso e sofferente susseguirsi di scritture e riscritture, la breve calma al momento della pubblicazione, che subito si fa da parte travolta dall'ansia e dall'apprensione dell'attesa dei responsi di vendite e critici; e sull'altro versante le sue letture, le sue critiche e le sue opinioni, senza filtri e non di rado rese ancora più vive dalla conoscenza personale e dall'alternarsi di stime, antipatie e invidie dell'ambiente letterario londinese di inizio '900.
E a fare da filo conduttore in questa sorta di lit-blog ante litteram è la vita della scrittrice, la storia che le scorre attorno, la consapevolezza di sè e del proprio essere Scrittrice che cresce libro dopo libro, la depressione e l'esaurimento che periodicamente si affacciano nelle giornate di Virginia, mai completamente sconfitti, fino a diventare i veri protagonisti nelle tristi pagine bianche che seguono l'ultima pagina del diario.

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libri, diario, biblio, woolf, virginiawoolf

12/02/2008

Michael Cunningham - Le ore
(su IBS - su aNobii)

Un delicato omaggio a Virginia Woolf, una riuscita variazione sul tema che parte dal suo romanzo "La Signora Dalloway" e lo riflette in un gioco di specchi ricombinanti fino a declinarlo in tre storie intrecciate, ciascuna diversa, ma ciascuna profondamente legata alle altre.
La prima è quella di Virginia Woolf, la geniale scrittice inglese, alle prese con la scrittura di uno dei suoi romanzi più riusciti, "La Signora Dalloway" appunto, che nei piani originali era intitolato proprio "Le ore". La seconda, ambientata nella New York dei giorni nostri, ha una protagonista di nome Clarissa, che anima quella che è in maniera evidente una ardita trasposizione della vicenda e dei temi del romanzo della Woolf un secolo e un oceano più in là. La terza ed ultima, è la storia di una casalinga californiana degli anni '50, che col romanzo ha a che fare perché lei lo sta leggendo, in cerca di una fuga dai suoi giorni così disperatamente e apparentemente senza motivo infelici (ho ritrovato molto di Yates in questo terzo del romanzo, la disperazione covata dai protagonisti dei suoi romanzi è la stessa della Laura di Cunningham).
Un affascinante gioco letterario, realizzato attraverso una prosa così delicata da sembrare poesia, che riconcilia con la letteratura, e che la letteratura spinge ad amare e conoscere ancora di più.

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libri, biblio, woolf, cunningham, leore

10/02/2008

Ian McEwan - Chesil Beach
(su IBS - su aNobii)

La scrittura cerebrale di McEwan trova in questo Chesil Beach il formato ad essa più congeniale: un romanzo agile, senza vicenda o intrecci troppo complicati da gestire, in cui tutta l'energia può essere concentrata nel girare e rigirare i pochi fatti presenti, e a scavare, dentro, attorno, indietro e avanti nel tempo, nei due soli personaggi presenti nel libro.
Si discuteva se il romanzo avrebbe trovato più adatta conclusione interrompendosi alla fine del quarto capitolo, subito dopo il dissacrante climax verso cui precipitano le prime cento pagine del libro.
Io non la penso così, anzi, a mio parere quello che avrebbe potuto rivelarsi solo un esercizio di stile, ottimamente riuscito, chiaro, ma comunque niente più di un'esercizio di scrittura per la felice penna dell'autore, acquista grazie alle venti pagine dell'ultimo capitolo uno spessore e un rilievo diversi. Nella contrapposizione tra il racconto lento e minuzioso, istante per istante, delle poche e decisive ore che si ritrova nella prima parte del libro, e la vorticosa accelerazione dell'ultima parte, in cui poche righe bastano per passare di decennio in decennio, e a raccontare intere vite, si trova a mio parere un equilibrio e una compiutezza che finora i libri di McEwan letti (Sabato, L'amore fatale) mi avevano rilevato solo a tratti.

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libri, biblio, mcewan, chesilbeach

09/02/2008

Fahrenheit 451

Fa uno strano effetto vedere questo spettacolo pochi giorni dopo aver assistito a Spettri: tanto minimal ed essenziali erano la scena e l'allestimento del Teatro Out Off, tanto "tecnologico" e strutturato sono quelli ideati da Luca Ronconi per Fahrenheit 451.
La vicenda è quella del notissimo romanzo [1] di Ray Bradbury, che personalmente ho scoperto nelle ore di narrativa di terza media, e che nei quindici (!)(sob...) anni successivi ho riletto un paio di volte: un inquietante fututo in cui i pompieri anzichè spegnere gli incendi (tanto tutto è a prova di fuoco), li appiccano, incediando i libri, proibiti per legge.
Esaltante la performance, tutta monologhi e presenza scenica (e fisica...) di Alessandro Benvenuti, che impersona Beatty, il carismatico capo dei vigili, invisibilmente combattuto fra il proprio rigore di distruttore di pagine, e una  cultura di lettore a stento tenuta nascosta, come anche quella di Elisabetta Pozzi, nella doppia veste di giovane ragazza sognatrice e di vecchio professore  memoria dei tempi passati.
Gli aspetti fantascientifici sono -giustamente- lasciati in secondo piano, fatta salva l'evidente, e totalizzante, invadenza di una falsamente interattiva evoluzione della televisione, e la gravità del tema è smorzata da una rappresentazione che è comunque una commedia; le tre ore e mezza dello spettacolo scorrono in un baleno, nonostante il pubblico composto per una buona metà da studenti in gita "culturale"; in scena al Piccolo fino al 10 Febbraio (ops, domani, in effetti questo post ci ha messo un po' a prendere vita...).


[1] In realtà non si tratta di una riduzione dal romanzo, ma, scopro dal densissimo libretto di scena, ma di un testo teatrale scritto da Bradbury appositamente per la scena.

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teatro, piccolo, bradbury, fahrenheit451

24/01/2008

Frank McCourt - Le ceneri di Angela
(su IBS - su aNobii)

Probabilmente se non me l'avessero regalato, non avrei mai letto "Le ceneri di Angela"... non so perché, è uno di quei libri che, a priori, senza veri motivi, non mi "ispira". Indubbiamente avrei fatto male.
E' una lettura trascinante, amara e divertente, leggera e allo stesso di forte significato; è il romanzo che deriva direttamente dal racconto dell'infanzia dell'autore, nato a New York da emigranti irlandesi, e con loro tornato in Irlanda quando ancora piccolo.
La gran parte della storia è ambientata nella umida e povera Limerick, e vista attraverso gli occhi del protagonista bambino, e che via via cresce, prima ragazzino e poi adolescente. Fino all'ultima pagina, in cui l'ormai non più tanto piccolo Frank torna da solo in America a iniziare una nuova vita, e in quel momento diventa uomo.
E' impossibile non empatizzare per quel piccolo McCourt, costretto dalla vita a crescere prima del dovuto, ma che lo stesso affronta le continue difficioltà delle proprie giornate con la spontaneità e l'ingenuità che spettano a quella età.
La chiave del successo del libro è probabilmente proprio qui, nel -forse facile, ma che importa- espediente di filtrare ogni cosa attraverso l'innocenza di un bambino. E così ogni cosa diveta dolce, commovente; il padre ubriacone che lascia la famiglia senza soldi e senza cibo è anche quello un po' malinconico che vuole bene ai proprio figli, e con loro passa il suo tempo a parlare e raccontare storie; la casa che cade a pezzi e il cui piano terra è perennemente allagato e reso irrespirabile dal vicino gabinetto diventa "l'Italia", accogliente e asciutta, al piano superiore.
C'è qualcosa che proprio non funziona, ma non è colpa del romanzo: è la traduzione italiana, sicuramente difficile visto il peso che hanno le parlate e delle lingue per esprimere le differenze sociali e culturali; ma lo stesso non riesco a convincermi che quella di tradurre le parlate "strane" del romanzo con altrettanti dialetti italiani sia stata una buona idea: l'unico effetto raggiunto dall'inserimento di dialoghi o espressioni in romanesco nei capitoli, è quello di rompere l'armonia e l'atmosfera del libro.

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libri, biblio, mccourt

20/01/2008

Spettri

Ibsen l'avevo studiato ai tempi del Liceo. Beh, diciamo che studiato è una parola un po' grande: nel programma di lettere vi era anche un piccolo spazio dedicato al teatro, e tra i diversi autori citati ai tempi Ibsen è stato uno di quelli che mi era rimasto in mente, e che da allora periodicamente mi ripromettevo di approfondire.
E' stato una bella sorpresa scoprire che proprio in questi giorni al Teatro Out Off di via Mac Mahon a Milano è in scena una delle più importanti opere di Ibsen, "Spettri", nella regia di Lorenzo Loris.
Il teatro stesso merita a prescindere, in quanto, a parer mio, per la sua conformazioni permette di godersi davvero la rappresentazione: non c'è palcoscenico, o meglio, il palcoscenico è costituito da un tappeto alla stessa altezza della prima (delle otto in totale) file di poltrone, per cui chi siede in prima fila (come nel mio caso, è senza nessuna particolare procedura o organizzazione, avendo comprato i biglietti una quarantina di minuti prima dell'inizio dello spettacolo), si trova spesso a essere a neanche due metri di distanza dagli attori.
I personaggi che animano l'opera sono cinque in tutto, e mai più di due o tre in scena contemporaneamente, ciò, aggiunto alla scenografia minimale e poco invadente, permette di concentrarsi completamente sulla recitazione degli attori. Non sono un esperto di teatro, anzi, ma credo che le parti proposte da questo testo fossero tutt'altro che facili da interpretare; ho ammirato sopratutto Osvald, il figlio ritrovato e subito perso, impersonato da Mario Sala, e la di lui madre, la signora Alving, riportata in vita da Elena Callegari: entrambi i personaggi sono caratterizzati da una pesante situazione mentale, portatore di una tara ereditaria Osvald, annientata da una vita di infelicità la signora Alving, ed entrambi gli attori sono riusciti nell'intento del rendere al meglio questo profondissimo disagio.
E poi il testo di Ibsen, scritto oltre un secolo fa, e ancora più che attuale, nel quale si ritrovano i drammi ancora oggi alla base di moltissime infelicità: i nascosti fallimenti familiari, l'ipocrisia, le illusioni e i sogni infranti. Le speranze crollano a una a una, l'idea di un asilo benefico a salvaguardare la memoria del ciambellano finisce in fiamme,  il sogno di un amore per Regine e Osvald si scontra con lo spettro di un incesto, la speranza di riavere il proprio figlio perduto, covata per anni dalla signora Alving, muore insieme a lui, ucciso da un crisi del suo male ereditario, nell'ultima drammatica scena dell'opera: Osvald regredisce fino a tornare bambino, e come un bambino si rifugia nudo e inerme tra le braccia della madre, pronta a qualsiasi cosa per proteggerlo e farlo felice; ma anche questa è un'illusione, e nella vana e inesaudibile richiesta di un po' di sole, esala l'ultimo respiro, e la madre si ritrova a stringere solo un cadavere.

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milano, teatro, ibsen, spettri, teatro out off

Philip Roth - L'orgia di Praga
(su IBS - su aNobii)

"L'orgia di Praga" è un breve romanzo, o un lungo racconto, che si sviluppa sulle pagine del diario di viaggio di Nathan Zuckerman, che nel pieno dell'occupazione sovietica vola a Praga alla ricerca di un inedito manoscritto di racconti in yiddish, opera del padre di un profugo ceco conosciuto a New York.
A detta di tutte le fonti e dello stesso Roth questa è la conclusione, l'epilogo, della trilogia di Zuckerman. Personalmente ho apprezzato in modo diverso i tre libri della trilogia, e anche questo è stata una lettura decisamente interessante: per Zuckerman che per una volta "gioca in trasferta", per le sue impressioni, più descrizioni oggettive che espressione di giudizi espressi, sulla Praga sovietica, per la letteratura, sempre presente tra le righe a costituire la spina dorsale che tiene insieme le pagine, per i personaggi che appaiono così anomali eppure così veri.
Per tutto questo, e non solo; l'unica cosa che mi manca e che ancora non riesco a mettere a fuoco, è il riuscire a vedere la trilogia, e il suo epilogo, come un unicuum, legati in unico disegno che abbia in comune qualcoa in più che il protagonista e la scrittura di Roth. Credo di avere necessità, e anche voglia e interesse, a studiare un po' per comprendere al meglio tutto quello che ho letto e le relative implicazioni: consigli, spunti e segnalazioni, di fonti o temi, sono benvenute.

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libri, biblio, roth, zuckerman

Profondo disagio esistenziale
La tastiera del portatile che non collabora, e ogni parola dotata di 'e' o di 'n' diventa una tortura, uno stillicidio di fastidio e infelicità (in pratica il prfetto simmetrico in negativo della flicità di SmokingPermitted) (no, i refusi non li correggo per protesta!)

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05/01/2008

Francesco Berto - Logica da zero a Gödel
(su IBS - su aNobii)

Il titolo e la quarta di copertina promettono una panoramica completa della logica, dai concetti elementari fino -cito il dorso del libro- "ai teoremi di incompletezza di Gödel, passando dalla contraddizione scoperta da Bertrand Russell nella teoria 'ingenua' degli insiemi a Wittgenstein, dalla teoria della verità di Tarski al 'problema del paradosso del mentitore'".
In realtà l'introduzione e i primi 3 dei 5 capitoli, che costituiscono quasi il 70% delle pagine del libro, sono dedicati alla logica classica, di cui forniscono in maniera apparentemente molto rigorosa definizioni, strumenti e teoremi; negli ultimi due capitoli, brevi e più discorsivi, sono invece presentati in maniera rapida e abbastanza superficiale, tutti gli invitanti argomenti esposti nella presentazione del libro.
Questo di Berto è un libro di testo per il corso di Logica nelle facoltà di Filosofia (cosa che si nota anche dal tono "professorale" un po' indisponente che il testo talvolta assume), l'impressione è che da questo derivi l'impostazione del libro, con i primi tre capitoli a contenere il corso vero e proprio, e il resto introdotto solo come possibile spunto di approfondimento.
Qualche personalissimo dubbio invece sulla comprensibilità del testo a lettori potenzialmente digiuni di basi e linguaggio scientifiche: nel mio caso sono stato in grado di seguire la lettura senza eccessive difficoltà, ma credo sopratutto perché trattandosi di concetti "già noti" mi sono ritrovato semplicemente a rispolverare e precisare argomenti studiati e rivisti di mio; non sono sicuro che chi affronti queste pagine come primo approccio alla logica possa riuscire a passarne attraverso indenne; va detto che "La logica da zero a Gödel" in effetti non si propone come testo divulgativo, quindi un po' di sforzo supplementare richiesto al lettore può anche essere accettato!

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libri, biblio

03/01/2008

Lista cinque di cose 2.0 simpatiche e anche in qualche modo utili
Breve lista di minimalia geek-oriented che possono rendere più piacevole il perdere tempo on-line.

1) Picnik - Chiaramente non mi azzardo a mettere nella lista flickr in quanto tale, perché, benché di sicuro simpatico e oltremodo utile, altrettanto sicuramente non si tratta di "minimalia". Da poco però in flickr è stata "cooptata" picnik, una comodissima applicazione (tra l'altro utilizzabile anche direttamente o attraverso un'estensione di firefox) online che permette di editare le proprie foto direttamente on-line; non è Photoshop sicuramente (che tra l'altro non sono neanche in grado di usare), ma ha tutto quello che serve per "sistemare" le mie foto digitali prima della release definitiva.

2) Flickr Stats - Altra recente novità in Flickr, le statistiche, disponibili per gli utenti pro sia per il photostream nel suo insieme, che per ciascuna foto: ombelico mio fatti capanna!

3) The Last Ripper - Comodo e leggerissimo, TheLastRipper permette di registrate in singoli file mp3 con tanto di tag lo stream di una qualsiasi delle vostre stazioni radio di last.fm (btw, su last.fm io sono -fantasia- aleroots)

4) La wishlist di aNobii - Dopo l'entusiasmo iniziale mi ero un po' deaffezionato da aNobii, in questi giorni di vacanza, complice anche il fatto che ho avuto finalmente modo di riavvicinarmi ai miei libri, ho ripreso a bazzicarci, e l'ho trovato molto solido e migliorato: base utenti di molto allargata, molte più informazioni (libri, opinioni, feedback) presenti e più solide, problemi di lentezza e instabilità diminuti; se per qualsiasi motivo avete intenzione di regalarmi un libro (cosa sempre gradita) se scegliete dalla mia wishlist siete sicuri di non sbagliare

5) Friends' shared item in Google Reader - Ora i post segnati come 'shared' durante le proprie letture online, saranno visibili direttamente in Google Reader, se lo vorranno, dai vostri "amici" di Google Talk che lo usano, e viceversa. Semplice, ma finora non ci avevano pensato!

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google, geek, flickr, lastfm, google reader, thelastripper

02/01/2008

Philip Roth - La lezione di anatomia
(su IBS - su aNobii)

Letto in un giorno immediatamente dopo "Zuckerman scatenato", e al solito non so giudicare se è stata una buona scelta o farmi prendere dalla frenesia si sia rivelato un errore che mi impedito di apprezzare appieno questo libro.
Mi è parso un gradino sotto il precedente, anche se non so focalizzare al meglio il perché, l'impressione è che ci sia tutto Roth, il funerale, le storie familiari, lo scrittore alter ego e tutto il resto [1], ma l'insieme risulti come "slegato", ogni capitolo una storia a sè, tutte ben costruite e sapientemente scritte, ma a fatica messe insieme una dopo l'altra.
Ora non posso fare altro che leggere "L'orgia di Praga", il racconto lungo che chiude idealmente la trilogia composta da questo insieme a "Zuckerman scatenato" e "Lo scrittore fantasma", per scoprire se riesce nell'intento di "mettere insieme" i cocci della vita di Zuckerman...

[1] ecco, questa frase mi sa che la infilo più o meno simile ogni volta che scrivo di un suo libro, non voletemene

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libri, biblio, roth, zuckerman

30/12/2007

Distributori automatici di libri a Milano

Una piacevole sorpresa l'altra sera ricapitando dopo qualche tempo di assenza nella stazione del Passante milanese di Repubblica: tra le panchine su cui sedersi nell'attesa del proprio mezzo, e i pannelli con le mappe della rete, faceva bella mostra di sé un distributore automatico di libri.

Distibutore automatico di libriSotto il marchio Time Point - Time Books, contiene 5 file, tre da 5 e due da 4 volumi, per un totale di 28 diversi libri acquistabili "al volo" e pagabili in monete e banconote, non è possibile purtroppo pagare con la carta di credito.
Nella foto sotto, purtroppo di bassa qualità, ma dovevo correre a saltare sul treno, un dettaglio dei titoli disponibili (ripassando il giorno dopo ho notato che alcuni erano variati): dai grandi classici della lettura "per tutti" come Il piccolo principe e Due di due, ai best-seller del momento come La casta e Il cacciatore di acquiloni, la scelta, ovviamente limitatissima, ricalca quella tipica da Autogrill, concentrandosi prevedibilmente nella zona di massima diffusione al fine di massimizzare le vendite nonostante il ridottissimo numero di titoli.

Distibutore automatico di libriUna iniziativa interssante, ma adesso attendiamo il prossimo passo, questo davvero rivoluzionario: i distributori di libri mediante stampa on-demand, grazie a cui, scegliendo al terminale da un catalogo si spera sterminato, sarà possibile avere in pochi minuti il libro prescelto stampato e rilegato ancora caldo fra le proprie mani.

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29/12/2007

Philiph Roth - Zuckerman scatenato
(su IBS - su aNobii)

Iniziato e concluso nell'arco di una giornata grazie a un lungo viaggio in treno, leggere questo romanzo mi ha riconciliato con Roth, dopo che "Lo scrittore fantasma" recentemente mi aveva lasciato con qualche traccia di delusione (sempre considerato che stiamo parlando di Philip Roth, chiaro).
"Zuckerman scatenato" è il secondo episodio della trilogia con cui Roth ha "presentato" il suo alter ego[1], Nathan Zuckerman. Rispetto agli ultimi libri dello scrittore le pagine sono poche (sembra essere una tendenza piuttosto comune, e si direbbe indipendente dalla bravura, quella di aumentare la foliazione dei propri libri al progredire della carriera), ma sono esattamente quelle necessarie per dire quello che deve essere detto.
C'è tutto quello per cui leggo Roth così volentieri, la scrittura cerebrale e didascalica, le difficoltà di essere uno scrittore e di avere successo con un libro "trasgressivo", pur facendo parte di una famiglia tradizionale ebrea (e qua il pensiero non può che correre a Potok), lo spasso disincantato e un po' triste nelle scene del jet set newyorkese e nell'assurdo ma lo stesso verosimilissimo personaggio di Alvin Pepler, il funerale del padre, momento culminante delle soffocate tensioni familiari.
Ecco, se c'è qualcosa che manca, forse è proprio Nathan Zuckerman. C'è la sua famiglia, i suoi matrimoni, la sua carriera, il suo libro, quello che gli succede. Ma l'uomo, chi sia davvero, le pagine di questo libro lo sfiorano solo.
E d'altronde, se davvero Roth è un po' Zuckerman, se davvero l'illusione alla fine è anche l'illusionista, per provare a scoprirla e svelarla, un solo romanzo non può che essere il primo passo di una ricerca da migliaia di pagine, e che mi auguro possa durare il più a lungo possibile.

[1] il primo dei tre è appunto "Lo scrittore fantasma", il terzo "Lezioni di anatomia", che aprirò non appena concluso questo post.

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